Ristorante Al Cavallino Bianco

Logo Cavallino Bianco

Indirizzo:

Via Sbrisi, 2

43047, Comune di Polesine Parmense
Parma - IT

Contatti:
phone 0524/96136
fax 0524/96416
mail: info@cavallinobianco.it
website: www.fratellispigaroli.it  -  www.ristorantealcavallinobianco.it

 

 

Menu

 

 

 

Il bollicine rosato dell’Antica Corte Pallavicina con le cicciole, la cicciolata, lo Spigarolino e il nostro Parmigiano Reggiano di pianura.

 

 

 

Il culatello “24 mesi degli Spigaroli” nato durante il November Porc 2017 in comparazione con il Prosciutto di Parma 24 mesi.

 

Il salame “Antico Spigaroli” con la giardiniera di Corte.

 

La spalla cotta calda di maiale nero con la mostarda di zucca.

 

 

 

Il risotto mantecato alla parmigiana con zucca e gola croccante.

 

Gli gnocchetti di pane in salsa di fagioli e grani di strolghino.

 

 

 

Il sacrao di mariola con il purè di patate dolci.

 

Il prete del Po con la peperonata agrodolce di “Mamma Enrica”.

 

Per chi ancora ce la farà: La “Sorpresa dello Chef” dedicata a Giovannino Guareschi.

 

 

 

Il Semifreddo tipico della Zia Emilia  con gli amaretti e la sbrisolona.

 

Il Caffè “speciale “di Angiulen (elisir di lunga vita…).

 

I nostri digestivi tipici per lavare le tazzine del caffè.

 

 

 

I Vini dell’Antica Corte Pallavicina.

 

 

 

Dal 1 al 30 novembre mezzogiorno e sera, eccetto il martedì. Solo su prenotazione.

 

 

Glossario

  • Parmigiano Reggiano

    In una campagna fertile che va dall’Appennino al Po, in allevamenti e caseifici in cui si conserva la passione per le cose fatte con cura, in magazzini di stagionatura in cui lentamente matura.Durante la stagionatura, il Parmigiano Reggiano acquista la sua tipica struttura granulosa, la frattura a scaglia, diventa friabile e solubile. Buonissimo, facilmente digeribile, estremamente ricco dal punto di vista nutrizionale, il Parmigiano Reggiano non perde occasione per eccellere.

  • Culatello

    Il culatello viene comunemente identificato come un salume insaccato in un involucro naturale, che solitamente è la vescica del maiale. Grazie anche al prestigioso riconoscimento Europeo di Denominazione d’Origine Protetta – DOP (ottenuto con regolamento CE n°1263/96). Un prodotto di salumeria costituito dalla parte anatomica del fascio di muscoli crurali posteriori ed interni della coscia del suino, opportunamente mondati in superficie e rifilati fino ad ottenere la classica forma a “pera”.

  • Spalla cotta

    La spalla cotta di San Secondo è un prelibato salume tradizionale di Parma che viene prodotto in un’area ristretta della pianura parmense, di cui San Secondo è l’epicentro.La spalla cotta è ricavata dalla spalla anteriore del suino, la scapola, che dopo essere stata disossata, viene fatta riposare cruda negli aromi per 15 giorni. Trascorso questo periodo, viene legata a mano in modo da conferire al salume l’aspetto di una grossa sfera, quindi viene fatta stagionare per 25/30 giorni.

  • Strolghino

    É un piccolo salame tipico della Bassa Parmense, è prodotto con la carne ottenuta dalla lavorazione del Culatello. La scelta accurata delle carni e degli ingredienti è una fase essenziale per la buona riuscita del salame. E dopo la macinatura, l’impasto viene insaccato in un budello estremamente sottile che ne accelera l’asciugatura e lo porta a maturazione in poco tempo.Delicato e leggero nel gusto, va mangiato ancora morbido.

  • Mariola

    La Mariola è un insaccato italiano a base di carne suina Presidio slow food, nonché prodotto agroalimentare tradizionale[1], tipico di alcune zone dell'Emilia Romagna e della Lombardia
    Salume di antica origine, veniva un tempo preparata ai primi di dicembre, periodo in cui il suino raggiungeva il peso ottimale per la macellazione e il clima freddo dell'inverno favoriva la conservazione della carne. Grazie alla lunga stagionatura la mariola poteva essere conservata sino a 12 mesi, divenendo così

  • Il Prete

    Il Preste e i Vesconi: Due insaccati quali il prete e il vescovo, per la cui produzione viene utilizzato lo stinco anteriore del maiale compresa la cotenna. Per il prete lo stinco viene cucito nella cotica, fissato con legnetti per asciugare. Il tutto si trasforma in vescovo una volta disossato, rifilato, salato e quindi riempito con impasto di cotechino.La leggenda racconta che questo prodotto fu 'inventato' perché il comune di Colorno si sentiva in inferiorità rispetto alle località limitrofe